Le piste ciclabili rubano parcheggi e penalizzano l’indotto

Lugano si sta puntando molto sulla mobilità lenta, sullo spostare le abitudini delle persone riguardanti il loro modo di muoversi. L’intento è di far diminuire il numero di coloro che scelgono d’acquistare e di usare l’automobile, convincendo più utenti possibile a passare ai mezzi pubblici o, ancora meglio, per potersi spostare per la città, alle biciclette o trottinettes.

Si tratta di un ideale che certamente piace, e molto, all’area rosso-verde. Tutte prospettive ammirevoli e salutari, ma queste devono essere per scelta individuale e non per imposizione collettiva.

A mio avviso però si sta andando oltre. La possibilità per coloro che decidono di muoversi con mezzi alternativi di farlo non deve essere una penalizzazione per tutti gli altri e purtroppo è ciò che sta avvenendo a Lugano. Non dimentichiamo che molte cittadine e cittadini non possono prescindere dall’autoveicolo, specie per questioni professionali o altre necessità.

Creare più piste ciclabili, per contro, comporta un taglio di parcheggi. In una città che già deve fare quotidianamente i conti con i limiti causati dal Piano della Viabilità del Polo Luganese (PVP), il traffico e la mancanza di posteggi divengono sempre più un problema.

Le problematiche nascono per i residenti a Lugano, che tante volte non hanno a disposizione garage interrati o soluzioni ad hoc dove lasciare le proprie vetture. Un taglio di parcheggi ovviamente li danneggia e con il tempo anche la loro fuga dal Comune per sempre.

Ma a perderci è tutta la Città. Meno parcheggi significano meno posti per fermarsi con la propria auto anche per turisti e persone che potenzialmente sarebbero interessate a usufruire (naturalmente in tempi normali, senza pandemia) dei servizi culturali e di svago offerti da Lugano, oltre che dei negozi e dalla ristorazione. Non trovare un luogo dove posteggiare, o il dover girare a vuoto per lungo tempo prima di averne a disposizione uno, finendo magari lontani dal centro e dalle zone più frequentate, può indurre il turista o il cliente a decidere di non fermarsi a Lugano, penalizzando indirettamente tutto il commercio locale, il quale già vive un periodo non esaltante.

Puntare su una mobilità diversa, che peraltro secondo me non garantisce in ogni occasione la comodità che invece molti cercano, non si possono e non si devono sacrificare i già pochi parcheggi disponibili a Lugano, aumentando così il traffico di chi non trova dove lasciare l’auto.

L’annoso problema non va corretto semplicemente punendo gli automobilisti togliendo loro i posteggi sotto ai piedi, ma vanno trovate soluzioni pianificatorie che possano deviare il traffico cittadino tramite delle mini circonvallazioni di aggiramento con la combinazione di parcheggi a costi accessibili. (P&R). Il problema non va quindi risolto facendo ingoiare imposizioni, ma visto nella sua totalità urbanistica. Un lavoro di compromesso che dovranno affrontare le prossime legislature cittadine.

Tiziano Galeazzi
Candidato UDC in Municipio
Lista Lega-UDC n° 8
Candidato UDC in Consiglio comunale
Lista UDC-UDF n° 9

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